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Questi i principali criteri di analisi e ricostruzione del sistema masticatorio.

 

  STUDIO DELLO SPAZIO FUNZIONALE

 

 

 

Sono molteplici i fattori che devono essere analizzati per definire la problematica anatomica e funzionale nell’inquadramento di un sistema masticatorio.

 

1. Inclinazione Condilare Sagittale (SCI).

2. Inclinazione Condilare Trasversale (TCI).

3. Dimensione Verticale (DV).

4. Classe scheletrica (dopo aver corretto la DV – compensi e scompensi delle classi scheletriche).

5. Piano Occlusale (PO).

6. Posizione ed inclinazione degli incisivi superiori (estetica e fonetica).

Angolo di disclusione (ADO).

 

L’analisi di tutti questi dati deve poi essere rivalutata mediante una VTO, attraverso la quale si formula l’ipotesi di un nuovo rapporto tra i diversi elementi sulla base della cefalometria.

Questi dati saranno poi trasferiti sull’articolatore, modelli di studio, set up dei denti.

Il limite della cefalometria è quello di essere bidimensionale, pertanto è indispensabile ricorrere al rimontaggio in articolatore per definire uno studio tridimensionale e per avere una valutazione spaziale dei movimenti asimmetrici.

 

 

La DIMENSIONE VERTICALE viene analizzata mediante il tracciato cefalometrico, attraverso una valutazione estetica e mediante le prove fonetiche.

 

La dimensione verticale terapeutica TVD è il confronto tra la dimensione verticale soggettiva SVD ed obiettiva OVD.

 

Il rapporto degli incisivi definisce la dimensione verticale.

 

La dimensione verticale soggettiva è determinata:

Estetica (proporzione del terzo inferiore della faccia, proporzioni auree di Policleto).

Rapporto tra i tessuti molli per conseguire la competenza labiale.

Fonazione, spazio funzionale (S-Sch).

 

Fonazione: F

 

I margini incisali superiori vengono a contatto con il labbro inferiore.

Clinicamente si valuta facendo contare da 50 a 60.

Ci consente di determinare la corretta lunghezza clinica degli incisivi superiori.

 

Fonazione: S

 

Definisce lo spazio interincisale minimo.

Distanza funzionale di fonazione.

Clinicamente si valuta facendo contare da 60 a 70.

La lingua si appoggia ai denti laterali.

È possibile un contatto tra i denti.

Ci fornisce informazioni riguardo il posizionamento degli incisivi centrali superiori.

 

Fonazione: SH

 

Spazio minimo interdentale.

 

 

APPROCCIO CLINICO PER AUMENTARE LA DIMENSIONE VERTICALE IN PROTESI

 

1. Dimensione verticale terapeutica ( soggettiva ed obbiettiva attraverso RX lat.)

2. Splint di verticalizzazione (definito in base all’estetica, alla fonazione, ai tessuti molli labiali ed allo spazio necessario per le ricostruzioni protesiche).

3. Se la dimensione verticale così impostata è accettata: ceratura diagnostica (valutazione sull’articolatore della lunghezza dei denti).

4. Duplicazione dei modelli della ceratura, procedura per riprodurre mediante mascherina termo stampata dei restauri in resina.

5. Restauri provvisori terapeutici (verifica clinica dei diversi parametri: Dimensione Verticale, funzione, estetica, occlusione ed articolazione).

6. Protesizzazione definitiva.

Predicibilità dei risultati!

 

Nel caso di un basso angolo: aumentare la Dimensione Verticale, appiattendo il piano occlusale per ottenere una migliore disclusione posteriore.

 

Nel caso ad alto angolo: il piano occlusale deve essere reso più ripido.

 

 

 

VALUTAZIONE DELLE CLASSI SCHELETRICHE

 

 

Durante la crescita, la seconda classe scheletrica è compensata da una riduzione dello sviluppo di crescita verticale.

La riduzione della dimensione verticale favorisce la crescita orizzontale della mandibola.

Per quanto riguarda la terza classe scheletrica, il compenso è costituito da un aumento della crescita verticale.

 

La rotazione in basso ed indietro decompensa la seconda classe e compensa la terza classe.

Questo fattore deve essere attentamente valutato progettando una riabilitazione protesica in un caso di seconda classe per il rischio di peggiorare il rapporto sagittale tra le arcate aumentando la dimensione verticale.

 

 

ANGOLO DI DISCLUSIONE (ADO) E CURVE DI COMPENSAZIONE

 

 

L’interpretazione degli angoli di disclusione consente di definire le curve di compenso sagittali; questi dati consentiranno la definizione dell’angolo di inserimento di eventuali impianti nei settori posteriori in armonia con la legge di compenso di Ortlieb.

 

L’analisi degli angoli di disclusione delle cuspidi dei singoli denti rappresenta lo studio della geometria di funzionamento del sistema occlusale.

 

Il cosiddetto Angolo di Disclusione consente di fare una prima diagnosi e di pianificare un piano occlusale.

Ciascun piano occlusale di ogni molare costituisce un piano occlusale indipendente.

 

La considerazione di base che deve essere fatta è che la funzione è compatibile solo all’interno di un limitato range compreso tra gli 8 ed i 14 gradi di inclinazione tra il piano masticatorio e la base cranica: al di sotto di questi valori sono interferenze, con tutte le implicazioni di danno che ne derivano, al di sopra non c’è efficienza masticatoria per l’eccessiva disclusione tra gli elementi dentari.

 

L’angolo di disclusione è determinato dall’inclinazione delle cuspidi (CI) di ogni singolo dente in rapporto all’inclinazione condilare relativa (RCI).

 

L’inclinazione condilare relativa è definita dal rapporto tra l’inclinazione delle eminenze condilari (HCI) e l’inclinazione del piano occlusale (PO).

Il piano occlusale a sua volta è definito dall’inclinazione del piano che passa dal margine incisale degli incisivi inferiori e la cuspide distale del primo molare inferiore, rispetto al piano asse orbitario.

 

 

HCI – OP  =  RCI

 

RCI  – CI  =  ADO

 

SCI  -- TCI  = CMS

 

 

L’inclinazione media delle cuspidi è di circa 30 gradi; in pratica dal valore residuo della sottrazione dell’inclinazione del piano occlusale dall’inclinazione condilare possiamo calcolare se abbiamo un valore residuo compatibile per la realizzazione delle cuspidi.

 

 

Il piano occlusale nei caimani è piatto e passa attraverso l’asse cerniera, l’asse dei denti è tangente l’arco di chiusura e queste tangenti sono perpendicolari rispetto al piano occlusale (legge di Page).

Nell’uomo invece, la branca montante della mandibola crea uno sfalsamento dei due piani, realizzando pertanto delle curve di compenso.

 

L’efficienza masticatoria è consentita dalle curve di compensazione nei diversi piani dello spazio: curva di Spee sagittale, di Wilson trasversale.

La curva di Wilson varia nei diversi settori tendendo ad accentuarsi posteriormente.

Spesso osserviamo una differenza dell’angolazione della curva di Wilson tra l’arcata superiore ed inferiore, da qui la necessità di “lingualizzare” l’occlusione.

 

Nella funzione della bocca, tutto è rotondo.

Per quanto riguarda il piano sagittale, nella valutazione della posizione degli elementi dentari è necessario tenere presente la legge di Page e l’angolazione differenziale rispetto ai 90 gradi di Page studiata da Ortlieb.

Pertanto, distalmente al sesto inferiore, gli elementi dentari dovrebbero presentare un’inclinazione mesiale di 5 gradi progressiva rispetto la perpendicolare di Page:

 

· Primo molare inferiore angolo differenziale di  5 gradi.

· Secondo molare inferiore                                              13 gradi.

Terzo molare inferiore                                               20 gradi.

 

Analogo discorso per quanto riguarda il piano trasversale, dove, nell’arcata inferiore gli elementi dentari saranno inclinati lingualmente, vestibolarmente nell’arcata superiore per ottenere una “lingualizzazione” dell’occlusione.

 

· Il secondo premolare avrà un’angolo differenziale di 0 gradi.

· Il primo molare di 5 gradi.

Il secondo di 15 gradi.

 

Questi valori tenderanno tuttavia ad aumentare nel caso di perdita di altezza per il fenomeno del riassorbimento della struttura di supporto osseo concentrico del mascellare superiore ed eccentrico a livello mandibolare.

 

L’allineamento degli incisivi inferiori, deve invece tenere conto dei compensi dentali e dento alveolari delle classi scheletriche:

 

Prima classe scheletrica : gli incisivi inferiori saranno perpendicolari all’asse di chiusura.

Attenzione in proposito di tenere conto del fatto che un eventuale riassorbimento dell’osso comporta una decompensazione della classe scheletrica.

 

· Seconda classe: inclinazione degli incisivi in avanti per cercare un compenso vestibolare allo scompenso sagittale tra le due arcate.

Terza classe: inclinati indietro lingualmente.

 

 

 

 

 

 

 

Studio dello spazio funzionale (under construction)

 

Bibliografia

 

The “octa” concept:therapeutic decision and criteria of occlusal reconstruction

Jean-Daniel ORTHLIEB, jean-Philippe Ré, Ellie Botsis  (University of  Mediterranee - Marseille) Krems july 2005- summer school

Slavicek, R:  Clinical and Instrumental Functional Analysis for Diagnosis and Treatment Planning. JCO/ September/October 1988

Slavicek, R:  Das Kauorgan,

1 piano di riferimento spaziale under construction

2 posizione di riferimento mandibolare under construction

3 dimensione verticale under construction

4 incisivo mandibolare(posizione- inclinazione) under construction

5 incisivo mascellare(posizione-inclinazione) under construction

6 piano di occlusione under construction

7 inclinazione delle guide funzionali under construction

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